giovedì, 28 settembre 2006, ore 14:59

GIORNALISTI: A LORO VA TUTTA LA NOSTRA SOLIDARIETA' - "Ha ragione Napolitano: il rinnovo del contratto e' un diritto dei giornalisti e una garanzia per il Paese. Un'informazione libera e autonoma è  una garanzia per tutti i cittadini". Lo afferma il senatore Natale Ripamonti, vicepresidente del gruppo Verdi-Pdci di palazzo Madama. "Il mondo dell'informazione in Italia - prosegue l'esponente dei Verdi - ormai oscilla tra precariato, flessibilita' e disoccupazione. Una situazione allarmante che rischia di compromettere seriamente il sistema democratica che tra i requisiti fondamentali ha un'informazione libera e indipendente. La Fieg non ha voluto un confronto, portando avanti condizioni inaccettabili. Adesso il governo deve attivarsi per la riapertura del tavolo. Ai giornalisti che si apprestano a scioperare va tutta la nostra solidarieta', unita all'impegno di affiancarli nelle loro battaglie".
Ripamonti
giovedì, 28 settembre 2006, ore 12:58

MIMUN AI SERVIZI PARLAMENTARI, SCELTA PERICOLOSA.
''Portero' il caso in Commissione di vigilanza Rai. Senza nulla togliere alla professionalita' di Clemente Mimun, se l'ipotesi di una sua direzione dei Servizi Parlamentari venisse confermata, sarebbe una scelta sbagliata e pericolosa": Lo afferma il senatore Natale Ripamonti, vicepresidente del Gruppo Verdi - Pdci e membro della commissione di vigilanza Rai."I Servizi Parlamentari, che sono per natura stessa servizi istituzionali - sottolinea Ripamonti - , dovrebbero garantire pluralismo, mentre Mimun e' un uomo dichiaratamente di parte. Risulterebbe, quindi, una scelta pericolosa per l'imparzialita' e la par condicio, che devono contraddistinguere il confronto tra le parti politiche".
Ripamonti
giovedì, 28 settembre 2006, ore 10:54

TAGLI ALLE SPESE MILITARI NELLA FINANZIARIA.
E' la richiesta avanzata da sedici senatori
dell'Unione in una lettera aperta al presidente del Consiglio, Romano Prodi, I firmatari richiamono l'attenzione del governo sull'attuazione dei punti del programma che prevedono la riduzione delle spese militari. Secondo questi senatori in un momento di difficoltà in cui il Paese necessita di maggiori risorse economiche, il taglio alle spese militari rappresenta, oltre ad un buon investimento, una saggia operazione di pace.
"Caro presidente - scrivono i sedici parlamentari - il programma di governo dell'Unione 2006-2011 ha tre riferimenti alla necessità di politiche di disarmo (pag.90, 91, 109). La spesa militare mondiale ha raggiunto livelli molto allarmanti, avvicinandosi pericolosamente ai record della guerra fredda .
L'Italia é al settimo posto. E con una spesa pro capite di 468 $. Seconda nelle esportazioni mondiali di armi leggere, come ha ricordato l' Herald Tribune dello scorso 6 settembre, e con ingiustificati acquisti di armamenti, come la portaerei Conte di
Cavour (quasi un miliardo di euro, sistemi d'arma esclusi), dieci nuove fregate (3,5 miliardi di euro), 121 caccia Eurofighter (oltre 6,5 miliardi di euro): da soli rappresentano l'1 per cento del nostro PIL. La spesa per armamenti è spesa di morte".  "In occasione della prossima legge finanziaria - aggiungono -, e a favore della spesa socialmente utile, Ti chiediamo di voler dare un segnale di svolta anche in questo settore: riducendo per il 2007 le spese per armamenti dell'Italia e prendendo l'iniziativa in sede Ue, con lo stesso giusto impegno per mettere fine alla guerra in Libano, perché le Nazioni Unite avviino una nuova stagione di disarmo multilaterale". I firmatari sono: Gianpaolo Silvestri, Giovanni Bellini, Salvatore Bonadonna, Mauro Bulgarelli, Armando Cossutta, Loredana De Petris, Anna Donati,
Nuccio Iovene, Luigi Malabarba, Francesco Martone, Manuela Palermi, Oskar Peterlini, Silvana Pisa, Natale Ripamonti, Giovanni Russo Spena, Tiziana Valpiana.
Ripamonti
mercoledì, 27 settembre 2006, ore 14:34

FINANZIARIA: Un incontro urgente tra il governo e
"tutti" i capigruppo dell'Unione. E' quanto chiedono i senatori Manuela Palermi e Natale Ripamonti, rispettivamente Presidente e Vicepresidente del Gruppo Verdi-Pdci di palazzo Madama, in una lettera al Presidente del Consiglio, Romano Prodi, lettera nella quale non nascondono l'irritazione
per gli incontri di vari ministri (tra cui Padoa-Schioppa e Damiano) con i soli parlamentari dell'Ulivo.
"Caro presidente, permettici di esporti un problema che ci
sembra serio perche' sintomo di qualche difficolta' nei rapporti tra maggioranza e governo. A tutt'oggi non sappiamo nulla delle misure che verranno inserite in Finanziaria, le notizie sui possibili interventi arrivano solo dagli organi di informazione. Considereremmo davvero grave se i gruppi parlamentari della maggioranza si trovassero di fronte a cose
fatte e non potessero dare il loro contributo. O se il loro contributo si limitasse esclusivamente alla presentazione di emendamenti. Contemporaneamente - si legge nella lettera - veniamo a conoscenza di incontri di ministri con singoli gruppi parlamentari su aspetti determinanti come le pensioni e altro. Legittimo, ovviamente, ma la maggioranza e' composta da piu' forze politiche che hanno tutte lo stesso
diritto-dovere di contribuire all'azione del governo. Per questo chiediamo con urgenza un incontro del governo con i capigruppo (tutti i capigruppo) della maggioranza per un esame attento e dettagliato delle misure che dovrebbero
entrare a far parte della legge Finanziaria. Siamo certi che comprenderai il nostro intento: contribuire a una maggiore coesione ed efficienza della maggioranza e del governo da essa sostenuto".
Ripamonti
mercoledì, 27 settembre 2006, ore 14:17

NO AD ASSICURAZIONE CASA CONTRO CALAMITA' NATURALI. L'assicurazione obbligatoria contro i rischi derivanti da calamità naturali si configura come una nuova tassa sulla casa. E' una disposizione che non possiamo accettare perchè le calamità naturali sono spesso causate dall'incuria nella gestione del territorio e dalla mancata prevenzione. Diventa, inoltre, particolarmente odioso il riferimento a qualsiasi tipo di danno causato dallo straripamento di un fiume violentato dalle urbanizzazioni sbagliate, un'altro è quello dei danni causati da un terremoto in zona sismica.

Ripamonti
lunedì, 18 settembre 2006, ore 14:26

DA ROVATI SENSIBILITA' ISTITUZIONALE DIBATTITO PARLAMENTO NECESSARIO MA SU PROSPETTIVE STRATEGICHE ''Le dimissioni di Rovati sono un gesto di sensibilita' istituzionale per chiudere le strumentalizzazioni esercitate, in questi giorni, dalla destra''. Lo afferma il senatore Natale Ripamonti, vicepresidente del Gruppo 'Verdi-Pdci' di Palazzo Madama. ''Il necessario dibattito parlamentare, che domani la conferenza dei capigruppo incardinera', dovra' svilupparsi sulle prospettive strategiche di due settore importanti, quali la telefonia fissa e quella mobile. Il Governo ha il dovere di esprimere degli orientamenti sulle politiche industriali che tengano conto dello sviluppo del settore e della salvaguardia dell'occupazione. Telecom - conclude l'esponente dei Verdi - puo' rilanciarsi attraverso scelte innovative anche dal punto di vista del management''.
Ripamonti
giovedì, 14 settembre 2006, ore 14:17

Revisione patto '93 preveda sostenibilita'. "La proposta del ministroPadoa-Schioppa di rivedere il patto del '93 per finalizzarloallo sviluppo e alla crescita della produttivita' devecomprendere la sostenibilita'". Lo afferma il senatore Natale
Ripamonti, vicepresidente Gruppo Verdi- Pdci. "Finalmente si afferma in modo chiaro che lo stallo della produttivita' non e' causato dalla crescita dei redditi, ma dalla troppo bassa crescita degli investimenti soprattutto in innovazione tecnologica. Per questo la finanziaria, oltre alla tutela dei settori sociali piu' deboli e che hanno subito le politiche economiche della destra, deve puntare sullo sviluppo e sull'aumento degli investimenti in formazione e ricerca. E lo sviluppo sara' duraturo solo se al centro vi sara' la sostenibilita', fattore determinante per rendere il paese piu' moderno e piu' competitivo. Piu' energia da fonti rinnovabili, piu' efficienza energetica, piu' difesa del suolo, piu' prevenzione ambientale - conclude il senatore dei Verdi - di questo il paese ha bisogno".
Ripamonti
giovedì, 14 settembre 2006, ore 12:46

Ieri, presso la sala Santi della Cgil nazionale, è nato "nontiscordardimé" il coordinamento contro la precarietà dei parlamentari centro-sinistra. La decisione di costituire il coordinamento è stata presa durante un seminario di approfondimento organizzato da NIdiL-Cgil e rivolto ai parlamentari che hanno aderito all'appello "nontiscordardimé", tra cui anche il ministro per le Politiche giovanili e le Attività Sportive Giovanna Melandri, il ministro dell'Università e della Ricerca Fabio Mussi, il capogruppo dei senatori di Rifondazione Comunista Giovanni Russo Spena, il vicepresidente dei Verdi al Senato Natale Ripamonti e l'onorevole Luciano Violante. Fondato su quello che è stato definito "patto di consultazione", il coordinamento "nontiscordardimè" ha l'obiettivo di mantenere un dialogo costante tra i lavoratori precari e i parlamentari per realizzare interventi legislativi a favore degli atipici. Già nella giornata di ieri sono state discusse e individuate alcune misure da inserire nella Finanziaria 2007 capaci di estendere, diritti e tutele ai lavoratori precari. Secondo quanto è emerso dalla discussione è indispensabile una riforma complessiva della legislazione sul lavoro che affermi la centralità del lavoro subordinato a tempo indeterminato, ricomponga con coerenza l'insieme delle norme e faccia chiarezza su ciò che è lavoro subordinato e ciò che non lo è.
Ripamonti
mercoledì, 13 settembre 2006, ore 14:31

TELECOM: "Lo scorporo di Tim da Telecom non deve significare la cancellazione della presenza italiana nel settore industriale della telefonia mobile. E' necessario che il presidente Tronchetti sia ascoltato dalle commissioni Attivita' Produttive e presenti le strategie del gruppo, perche' le reti di trasmissione delle comunicazioni sono un patrimonio pubblico". Lo afferma il senatore Natale Ripamonti, vicepresidente del gruppo Verdi - Pdci di palazzo Madama. "Il parlamento- prosegue l'esponente dei Verdi- ha il dovere di favorire le condizioni per le quali la 'valorizzazione' di Tim non significhi la svendita della societa' magari a mani straniere. Il mercato deve fare la sua parte, ma la politica non puo' abdicare dal dovere di garantire regole che sviluppino una presenza nazionale strategica nel settore della telefonia mobile".
Ripamonti
martedì, 12 settembre 2006, ore 15:44

TELECOM: GOVERNO HA DIRITTO A ULTIMA PAROLA. PREOCCUPANTE PERDITA PRESENZA NAZIONALE IN SETTORE NON MATURO - ''Il Governo ha il diritto di esprimere l'ultima parola sul complesso dell'operazione''. Lo afferma il senatore Natale Ripamonti, vicepresidente del Gruppo Verdi- Pdci di Palazzo Madama, a proposito del riassetto della Telecom. ''L'esecutivo - prosegue - ha il diritto di conoscere il piano industriale, in particolare per quanto riguarda il destino di Tim, lo sviluppo della telefonia mobile e il piano dell'occupazione''. Per il senatore del Sole che Ride, infatti, ''occorre conoscere la nuova missione della telefonia fissa a seguito dell'accordo con Murdoch, le nuove prospettive delle telecomunicazioni e dell'occupazione''. ''Se Tronchetti Provera e' interessato alla creazione del terzo polo televisivo - sottolinea Ripamonti - deve dirlo in modo trasparente per permettere di esprimere un giudizio di merito. Tra l'altro - conclude - e' molto preoccupante il fatto che con quest'operazione si perde un'altra presenza nazionale in un settore che non puo' ancora considerarsi maturo"
Ripamonti
martedì, 12 settembre 2006, ore 15:40

RAI: BENE CONVOCAZIONE VIGILANZA MA SU NOMINE FARE IN FRETTA. GOVERNO SOSTENGA RIFORMA SERIA E LONTANA DA LOTTIZZAZIONI - ''La convocazione della commissione di Vigilanza finalmente sblocca la situazione, ma non deve essere interpretata dalla destra come l'occasione per prolungare ulteriormente i tempi per le nomine che devono garantire il pluralismo e la professionalita''. Lo afferma il senatore Natale Ripamonti, vicepresidente del gruppo Verdi-Pdci a Palazzo Madama. ''Certo attendiamo dal governo -prosegue- il sostegno ad un progetto di riforma seria del sistema radiotelevisivo, lontana dalle lottizzazioni partitiche. La politica deve fare un passo indietro e -conclude- garantire un'informazione libera e plurale a servizio di tutti i cittadini''.

Ripamonti
martedì, 12 settembre 2006, ore 12:19

8 settembre
"Invece di discutere di finanziarie forti o deboli, bisogna aprire subito un confronto, anche nel Paese, sulle misure per stimolare uno sviluppo durevole e sostenibile". Lo afferma il senatore deiVerdi Natale Ripamonti, membro della Commissione bilancio di palazzo Madama. "Senza sviluppo non vi possono essere le risorse per il risanamento dei conti, né per la difesa dei ceti sociali più deboli. Occorre puntare sull'innovazione tecnologica, sulla formazione, sulla difesa del suolo e su un piano energetico che preveda almeno il 20% dell'energia prodotta attraverso fonti rinnovabili. L'entità della manovra per il 2007 dovrà essere definita attraverso la nota di aggiornamento del Dpef, che dovrà accertare l'aumento del Pil nel 2006 e l'aumento delle entrate fiscali, entrambi superiori alle previsioni. Il balletto delle cifre - conclude Ripamonti - non giova al Paese".
 
5 settembre
Siamo ancora in una situazione  preliminare''. Cosi' il senatore dei Verdi Natale Ripamonti, avvicinato a margine di una conferenza stampa a Palazzo Madama, ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano eventuali novita' sulla
Finanziaria. Ripamonti si e' detto ''ottimista'' sull'accordo previsto da Prodi per fine mese, ma ha ricordato che ''nella riunione di ieri ho chiesto che sia presentata la nota di aggiornamento al Dpef. Si sente parlare di varie cifre -ha spiegato Ripamonti- di 35, 30 o 27 miliardi; questo non va bene oltre tutto alimenta le polemiche. Se invece si conosce il saldo 2006 ed il tendenziale 2007 si puo' delineare la manovra. Se fossi opposizione chiederei la nota di
aggiornamento, il Parlamento deve essere investito di questo''.Quanto ai provvedimenti che potrebbero essere presentati, Ripamonti ha riferito che ci sara' un disegno di legge sulla Finanziaria, uno sul bilancio, un decreto legge che contiene misure che devono entrare subito in vigore come quella a carattere fiscale, eun ddl delega, ''Padoa-Schioppa -ha detto Ripamonti- ha confermato checi sara' una delega''. Tra le richieste dei Verdi sulla Finanziaria, ''un piano di legislatura sull'energia, e in particolare -ha detto
Ripamonti- che le rinnovabili possano arrivare al 20%; previsioni strutturali anche per la difesa del suolo, l'innovazione e la ricerca''. Quanto al cuneo fiscale, ''so che si stanno studiando -ha detto Ripamonti- anche modulazioni per il Sud''. E per i Verdi occorreche la riduzione sia differenziata, in particolare sono a favore per una riduzione piu' alta per le aziende che fanno innovazione.
 
5 settembre
''Siamo per una riforma previdenziale concertata, che abbia il consenso dei sindacati e che sia basata sul programma per il quale abbiamo ottenuto i voti''. Lo ha sottolineato il senatore dei Verdi Natale Ripamonti avvicinato a
Palazzo Madama. ''La decisione, poi -ha aggiunto- se inserirla in Finanziaria o in una legge delega e' una scelta politica: se messe in finanziara le misure entrerebbero in vigore subito, con una legge delega per contro occorrono tempi piu' lunghi. Se la concertazione produrra' qualcosa -ha aggiunto Ripamonti- si potrebbe presentare un maxi emendamento alla Finanziaria''. Sul versante dei ticket, Ripamonti si e' detto non contrario ad introdurli ''per chi utilizza, in modo improprio, per esempio per una tonsillite, il pronto soccorso e che nello stesso tempo abbia un reddito alto. Tra l'altro -ha ricordato Ripamonti- l'introduzione del ticket non era prevista dal programma. Noi in generale siamo contrari a questo strumento, che due legislature fa avevamo abolito''.
 
4 settembre
''Ho chiesto una Nota di Aggiornamento del Dpef per certificare le entrate in piu' rispetto a quelle previste a luglio''. Lo ha riferito il capogruppo dei Verdi
al Senato, Natale Ripamonti, illustrando le sue osservazioni durante la riunione di stamane a Palazzo Chigi. Quanto alla riforma delle pensioni, Ripamoti ha spiegato che ogni intervento ''deve tenere conto di quanto concordato nel programma dell'Unione e non puo' andare contro i
sindacati''. Particolare attenzione e' stata rivolta da Ripamonti alla
necessita' di effettuare investimenti per l'innovazione tecnologica e la sosteniblita' e le fonti energetiche rinnovabili. 
Ripamonti
martedì, 12 settembre 2006, ore 11:59

11 settembre
"Il caso Moggi e' solo l'ennesimo
scandalo di una Rai che ha bisogno di una profonda trasformazione'': lo dice il senatore Natale Ripamonti, vicepresidente del Gruppo Verdi- Pdci di palazzo Madama. 'Il Governo dell'Unione si attivi subito e faccia comprendere, una volta per tutte, la differenza con la Cdl: metta in campo una riforma seria del servizio radiotelevisivo, lontana dalla lottizzazione dei partiti. Noi Verdi abbiamo sposato- prosegue l'esponente del Sole che Ride - gia' dalla scorsa legislatura, la proposta di legge a prima firma dell'onorevole Tana De Zulueta per un servizio radiotelevisivo libero e lontano dagli appetiti dei partiti. Mi associo a chi chiede al Governo di prendere le distanze da un sistema che imbavaglia la libera informazione e mortifica i numerosi professionisti presenti nella struttura. La Rai deve essere restituita ai legittimi proprietari: i cittadini.   Innanzitutto - conclude il senatore - bisogna attivarsi perché la commissione di vigilanza diventi operativa senza farsi intrappolare dalla Cdl''. 
 
7 settembre
"Sulla Rai il ministro Gentiloni ha
ragione: il Governo deve rimanere fuori dalle nomine. Comunque, bisogna cambiare immediatamente la legge Gasparri ed eliminare il conflitto d'interessi. Anche perche' i nomi che circolano inquesti giorni non allontanano il sospetto che il conflittod'interessi abbia ancora un peso rilevante nell'assegnazione dei ruoli di dirigenti". Lo afferma il senatore NataleRipamonti, capogruppo dei Verdi a Palazzo Madama. "La Casa delle Liberta' ha tentato di asservire completamente il servizio pubblico, mortificando il lavoro dei giornalisti e azzerando la qualita' dell'informazione. L'Unione sia coerente con quanto detto in campagna elettorale: restituisca al Paese un servizio radiotelevisivo libero dai partiti e da logiche dilottizzazione e chieda al vertice Rai che tutti gli epurati in questi anni buii, da quelli piu' noti a quelli meno conosciuti, tornino immediatamente a lavorare. E' in gioco la nostra democrazia".
 
5 settembre
"Gli attacchi della Cdl a D'Alema sul caso
Rai sono pretestuosi. Anche se l'Unione dovra' riaffrontare seriamente i problemi del servizio pubblico radiotelevisivo, mettendo in campo una reale riforma che tenga i partiti lontano dalle tentazioni di lottizzazione". Lo afferma il senatore Natale Ripamonti, vicepresidente del gruppo "Verdi-Pdci" di Palazzo Madama e membro della commissione di vigilanza Rai.Secondo Ripamonti "e' arrivato il momento di mettere uno stop alla spartizione partitica, come avevamo annunciato gia' dalla precedente legislatura. La liberta' di informazione- sottolinea- e' principio fondamentale della nostra Carta costituzionale, e bisogna che tutti lo ricordino. La Cdl ha tentato di asservire il servizio pubblico, noi dobbiamo ridare dignita' e forza a tutti quei professionisti che ogni giorno si battono per un'informazione libera e plurale". Intanto, ribadisce Ripamonti, "in attesa di una seria riforma della Rai, le eventuali nomine dovranno garantire elevata professionalita' e non mera appartenza partitica. E occorre- conclude il senatore del Sole che ride- che la commissione di vigilanza diventi operativa per garantire che si apra un confronto vero sulle prospettive del diritto all'informazione per i cittadini".  
Ripamonti