martedì, 01 aprile 2008, ore 14:58
AI DIRETTORI DEI TG LA SINISTRA ARCOBALENO CHIEDE DI RIEQUILIBRARE LE PRESENZE "Siamo costretti a ribadire la necessita' e l'urgenza, considerato l'avanzato corso della campagna elettorale, di provvedere al ripristino del tempo spettante alla lista 'la Sinistra-l'Arcobaleno'". Lo sottolineano Gloria Buffo, Paolo Brutti, Antonello Falomi, Gennaro Migliore, Marco Lion, Natale Ripamonti, Giovanni Russo Spena, Nicola Tranfaglia, componenti della commissione di Vigilanza Rai, in una lettera a Gianni Riotta, Mauro Mazza e Antonio Di Bella, direttori dei Tg Rai. L'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni, ricordano gli esponenti della Sinistra arcobaleno, "ha gia' espresso un richiamo formale, nel quale si denuncia uno squilibrio spiccato in favore di Pd e Pdl, e la stessa Agcom ha poi disposto una delibera, dopo un esposto presentato il 21 marzo, ordinando il riequilibrio immediato per la Sinistra-l'Arcobaleno, pena le sanzioni previste dalla violazione della legge sulla par condicio". Osservano ancora i componenti della commissione di Vigilanza: "Ma, apprendendo dagli organi di stampa i dati Agcom sui tempi di parola degli esponenti politici, possiamo rilevare vistose anomalie, segno non solo di un mancato riequilibrio ma dell'aggravarsi della situazione". Infatti, critica la Sinistra arcobaleno, "nonostante l'autorita' abbia chiesto conto e ragione di un ripristino del tempo spettante alla lista e al candidato premier Bertinotti, la presenza nei tg e nei programmi di approfondimento diffusi sotto le testate giornalistiche non corrisponde, ad oggi, a quella parita' di trattamento dei soggetti politici, in palese violazione delle disposizioni di legge". Per questo motivo, "in conformita' alla legge sulla par condicio, alle disposizioni per la comunicazione elettorale dalla Vigilanza Rai e per una fornire una corretta informazione ai cittadini- si conclude nella lettera- chiediamo che i direttori prevedano la presenza della Sinistra-l'Arcobaleno nella misura necessaria al ripristino della parita' di trattamento tra le varie forze politiche".
Ripamonti